IL BLOG

Questo Blog ha lo scopo di cercare di fare ridere (o almeno sorridere) in un campo, quello del calcio Bolognese, ormai troppo serioso e di riportarvici un po' di satira e di autoironia tipiche della tradizione di quella Bolognesità ormai assopita.

È un mezzo per esprimere la propria creatività ed è aperto a tutti quelli che ne vorranno fare parte. Basta avere due credenziali:
- tifare Bologna
- sapere fare ridere.

Quindi non ve ne abbiate, cari calciatori, dirigenti, giornalisti (del Bologna, ma anche Avversari) se ogni tanto Vi prendiamo in giro.

Se non ci fate sorridere lasciate almeno che ci proviamo noi!!

FORZA BOLOGNA SEMPRE!!!

mercoledì 2 marzo 2011

"A ME GLI OCCHI"

La vita e la partita viste da Wanda Nerd con gli occhi dei nostri campioni .
Questa settimana Wanda ci mostrerà il mondo con gli occhi di Marco Di Vaio.

SAN MARCO

Per diventare santo il cammino è lungo.
Bisogna, per così dire essere, predisposti, anzi predestinati. Qualcuno è partito facendo il chierichetto all'età di cinque anni, a tredici anni già studiava in seminario e raggiunta la maggior'età celebrava la sua prima messa. C'è chi invece partiva in quarta. San Francesco non aveva lasciato molti dubbi.
A proposito di miracoli, per essere giudicati tali ce ne vuole di tempo e di studi.
Milioni di test e di indagini per scoprirne la veridicità. Questa volta le conclusioni dovete trarle voi. Wanda farà da intermediario, vi comunicherà quello che ha visto sabato 26 febbraio, con i suoi occhi e non solo, ma siete voi che dovrete rispondere al grande quesito: E' un vero miracolo? E' davvero da santificare?
1991, Marco è un cinno delle giovanili della lazio. Bravo? Si direbbe di sì. A diciassette anni esordisce in prima squadra. Il cinno cresce in fretta. Gli anni passano, si corrono kilometri sui campi, si cambiano maglie, si cambiano città.
Si arriva a Torino. Alla Juventus. I bianconeri si prendono Marchino. Lo tengono poco, anche se lui poco non fa.
Si riparte, via dall'Italia, ecco un calcio diverso. Ma come si può stare troppo lontani da casa? Il viaggio qualche anno dopo prosegue. 2008, la nascita di un amore.
Primo gol in Coppa Italia contro il Vicenza e da quel giorno non si è fermato più.
Ma i miscredenti non confidavano in lui... Iniziarono a chiamarlo Divano. Folli! Mai nome più sbagliato fu pronunciato per evocarlo. Tanto per citarne una, Marco segno il "rigore più pesante della storia dell'uomo": Torino-Bologna.
Più che lo sbocciare di un amore, Il 2008 sancì l'inizio di un nuovo culto. Il numero dei seguaci di Marco cominciò a crescere a dismisura. Farne una stima è quasi impossibile, aumentano ogni giorno, ogni ora. I fedeli-praticanti si riuniscono in media una volta a settimana, a volte capita anche due. Il primo comandamento è non mancare mai a "messa". Ma solo i fedelissimi lo rispettano.
Gli episodi di cui discutere non hanno tardato ad arrivare. Era settembre, si giocava a Roma contro la signora gialla e rossa. Il 2-0 divenne un 2-2. Tutto in meno di un quarto d'ora.
Molti inneggiarono al miracolo, altri iniziarono a convertirsi, ma gli scettici non accennavano a desistere. L’eletto disse: "Non abbiate paura. La strada è lunga ma ce la faremo. Questa è la via giusta". Non era ancora arrivato ottobre, e Marco diede riprova della sua grandezza. Stadio Dall'Ara, prima che venissimo tutti congedati, ci venne dato un altro segno. Vedemmo la luce. Si vinse all'ultimo. Gli scettici diminuirono.
"Andiamo avanti così. Uniti possiamo fare tanto.". Sante parole. Miracolose le sue gesta.
I giorni passavano i problemi aumentavano. Si diceva anche che avrebbero chiuso il tempio.
I fedeli erano disperati. Domande alle quali nessuno sapeva dare risposta, nemmeno Marco. Che fine avrebbero fatto tutte le speranze? Ci voleva un miracolo.
E forse fu proprio un prodigio. Ancora allo scadere del tempo, ancora alla perfezione. Come non credere che ci fosse qualcosa di sovrumano in lui, qualcosa di quasi divino.
Ci diede la prova delle sue capacità anche in altre occasioni, a Cesena, a Bari, ancora nel suo stesso tempio contro quella squadra che lo vide nascere nel 1991. Marco crediamo in te e nelle tue opere.
Poi arriva il 26 febbraio 2011. Un sabato sera.
C'è chi era a bere in un pub, chi finiva di cenare o un aperitivo dilungatosi troppo, chi pensava a dove andare a ballare. Poi c'era chi nel cuore ha una fede, per la quale mette tutto il resto in secondo piano.
Marco torna in una sua vecchia casa e noi lo seguiamo. Crediamo in lui.
Noi entriamo poco prima che incominci il rito. Pendiamo dalle sue labbra.
"Fai capire a tutti quei giuda quanto tu ed i tuoi dieci apostoli siate in grado di fare...".
Quello che avvenne è storia. Una storia così perfetta da essere trasformata in leggenda. Marco sarà dipinto come un crociato sul suo destriero bianco, armato di spada ed incurante del pericolo.
Determinante, fondamentale, unico e grande. Santo o non Santo?
Il giudizio decisivo va a voi. Il giorno della proclamazione potrebbe essere vicino, pensateci, domenica sarà la centesima volta che si presenterà davanti a noi, pronto a mettersi in gioco nonostante la sua grandezza. Pronto, come sempre.
Santo o non Santo?

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