IL BLOG

Questo Blog ha lo scopo di cercare di fare ridere (o almeno sorridere) in un campo, quello del calcio Bolognese, ormai troppo serioso e di riportarvici un po' di satira e di autoironia tipiche della tradizione di quella Bolognesità ormai assopita.

È un mezzo per esprimere la propria creatività ed è aperto a tutti quelli che ne vorranno fare parte. Basta avere due credenziali:
- tifare Bologna
- sapere fare ridere.

Quindi non ve ne abbiate, cari calciatori, dirigenti, giornalisti (del Bologna, ma anche Avversari) se ogni tanto Vi prendiamo in giro.

Se non ci fate sorridere lasciate almeno che ci proviamo noi!!

FORZA BOLOGNA SEMPRE!!!

giovedì 3 febbraio 2011

"A ME GLI OCCHI"

La vita e la partita viste da Wanda Nerd con gli occhi dei nostri campioni .
Questa settimana Wanda ci mostrerà il mondo con gli occhi di Riccardo Meggiorini.


MEGGIO PEGGIO


Il Bologna scende in campo, con una partita in meno, con tre punti in meno, gli hanno tolto tutto, anche Ramirez...
Allora chi gioca? Abbiamo comprato una punta nuova? No. Allora si fa con quello che si ha. Gimmy? No. Paponi? No! Gavilan? No... Ah!! Meggiorini!!! Meggiorini? Oh... Meggiorini...
E vediamo che combina il Meggio.
Dai Meggiorini! Dai! Dai! Fagliela vedere! Fottili tutti! Fai onore al numero che porti sulla schiena!

Spogliatoio. Il Meggio si sta caricando. Dopo kili di scotch ben divisi tra caviglie e dita, calzettoni, prima il destro e poi il sinistro, a seguire sottomaglia e pantaloncini, il Meggio si blocca.
"Cazzo! Anche stavolta mi sono dimenticato le mutande portafortuna, con quelle segno sempre!".

Cosa??? Ma cavolo, poteva portarsele dietro??? Vabbè, non pensiamo alla scaramanzia, non serve! Questa è la serata di Meggiorini!

"Aoh Meggio! Te dai una mossa!!" sbraita Portanova, nemmeno quando impartisce gli ordini al suo fedele bulldog, di nome Diego, ( "Come Perez" [cit.]) è così deciso.
"Arrivo! Arrivo! Non mi far fretta!!!! Poi mi dimentico cosa devo fare!" risponde Meggiorini.

Cosa deve fare? Gli mancano solo le scarpe e la maglia, si riferirà a quelle...
Con grande calma, quasi eterea, prende dalla borsa un astuccio, una di quelle bustine di tessuto plastificato per i prodotti da bagno. Ma vuole farsi la doccia? Ah, forse si metterà la cera nei capelli!
No... Dall'astuccio prende fuori un altro astuccio... Poi un altro astuccio, dall'astuccio che aveva recuperato dal primo astuccio... Ma che roba è? L'astuccio a matrioska? Boh...
Per concludere estrae un altro astuccio, oramai siamo alla seconda generazione di astucci, ma almeno da quest ultimo non ne estrae un altro.
Dentro ci sarà una pepita d'oro? Un amuleto? Un santino?
Nell'astuccio, dell'astuccio, dell'astuccio, dell'astuccio ci sono delle forbicine, di quelle che si usano per tagliare le unghie. Queste però sono dorate... Per essere delle forbicine sono davvero carine...
Vabbè...
Afferrate come se fossero di cristallo, prende la divisa ed inizia a tagliarne il colletto...
E' come se in faccia mi stesse facendo a pezzi sessantacinque euro. Sono allibita.
Con una cura certosina taglia a metà quel brandello di poliestere blu e ne mette un pezzo nella destra prima, nella sinistra poi.
I compagni di squadra sono abituati a questa stranezza, poi del resto chi non ne ha.

E' il momento di scendere in campo. Si parte davvero. Saluto. Palla al centro e via.
"Ah! Mi da fastidio la scarpa sinistra... Buon segno!" pensa Riccardino.
Ma è matto questo? È contento perchè gli da fastidio la scarpa?
"Vai, vai, vai! Sempre più fastidio!".
Ok, questo è fuori come un balcone.

Area, passaggio di Ekdal, Meggiorini di sinistro caccia una gran lega sul primo palo. Sorbole che tiro!
Il portiere la para, un portiere che usa come numero il sei, para un tiro del genere?
Inizio a capire la follia di Meggiorini. Quando gli da fastidio una delle metà del colletto che ha nelle scarpe, vuol dire che il piede giusto è quello più tormentato dall'accartocciarsi e dal contorcesi della pezzuola.
Per me rimane una cosa assurda, ma sta a vedere che funziona...

Per il resto del primo tempo le pezzole si fanno sentire ma non abbastanza.
"Dai! Dai! Dai!" la mente del Meggio è monosillabica.
Un leggero fastidio al piede sinistro, ma troppo leggero per un tiro, facciamo un assit, "Vai Marco!!!". (Sempre il sinistro).
Gol!!! Ma bravo Meggio e soprattutto bravo Marco!!!!!
Allora quei bagagli nelle scarpe iniziano ad ingranare!!!!

Passa una cosa come trenta secondi e Marchino prova a sdebitarsi subito.
Assist millimetrico, perfetto.
"Oh, no!! No! Ora no!!!!! No!" pensa il Meggio.
Non mi dire che... MA CAZZO!!!! Non gli prudeva nessun piede, nè il destro nè il sinistro, non gli dava problemi nemmeno l'unghia del mignolo. Niente, niente di niente.
Risultato?
Una scarpata terrificante... Sbagliato un gol già fatto...
Maledizione al colletto...
"Marco scusami, è che non mi facevano male i piedi!" sussurra Riccardino tutto amareggiato.
"Eh? Ah! Sì..." gli risponde il Santo con l'aria un po' perplessa. Poi gli torna in mente il rito vudù di cui si macchi Meggio ad ogni partita, vudù verso i sessantacinque euro intendo, e lo manda a cagare alla velocità della luce.

Forse non era giornata, forse bisogna inventarsi un altro rito o forse semplicemente bisogna darsi una mossa. A questo dubbio solo l'astuccio a matrioska può dare risposta.

Fine partita. L'Udinese ha rimontato. Ma va bene lo stesso al Bologna. Insomma non si piange in campo per questo pareggio.
"Ora che palle, mi diranno che non so giocare, che non faccio mai gol, che non so fare un casso...
La prossima volta provo a mettermi nelle scarpe il colletto di qualcun altro... In una quello di Marco e nell'altra... Nell'altra... Nell'altra... Ma chi è che fa gol qui? Ah...
Basta vado a farmi la doccia...".

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